sabato 9 giugno 2012

Pubblicità!

Nella pubblicità sono davvero pochi i collegamenti con il lemma "coltivare" se andiamo ad escludere le pubblicità dei prodotti agro-alimentari; ritroviamo pubblicità legate per di più al mondo dei trattori e delle macchine agricole perchè hanno da sempre interessato il vero cambiamento della coltivazione dei campi. Non mancano però pubblicità riguardanti i concimi e i prodotti chimici che assieme alle macchine agricole sono i prodotti più pubblicizzati nel settore agricolo che è un settore non tanto interessato dalla pubblcità.
Qui ritroviamo 4 pubblicità che rappresentano in 2 periodi storici diversi (prima metà del '900 e seconda metà del '900) i trattori e i prodotti chimici:


 

 

Proverbi e modi di dire!

Proverbi:
  1. Chi ben coltiva il moro, coltiva nel suo campo un gran tesoro.
  2. Chi getta un seme l'ha da coltivare se vuol vederlo a tempo vegetare.
  3. Loda il gran campo e il piccolo coltiva.
  4. Se il coltivatore non è più forte della sua terra, questa finisce per divorarne.
  5. Terra coltivata, raccolta sperata.

Modi di dire:

  • Coltivare interessi.

mercoledì 16 maggio 2012

Iconografia: francobolli

Come si può vedere dalle immagini che seguiranno molti sono i francobolli che riguardano la parola "coltivare", si spazia dai prodotti tipici a tecnologie per la coltivazione del terreno.

sabato 12 maggio 2012

L'evoluzione dell'aratro dalla preistoria al medioevo

Durante il Neolitico con l'invenzione dell'agricoltura si utilizzavano semplici bastoni o zappe per creare solchi nel terreno per poi collocare i semi dentro di esso poichè le terre erano molto fertili e vicine a fonti d'acqua (come il Nilo) che con periodiche inondazioni facevano rinvigorire facilmente il terreno.
Per coltivare terreni meno fertili c'era bisogno di rivoltare il terreno e le zolle di terra per far si che dall'entroterra salissero gli elementi nutritivi necessari per far crescere le piante . I primi aratri erano molto semplici ed erano in realtà solmante composti da un bastone ricurvo (aratro a chiodo) che con l'addomesticamento del bestiame potè, in seguito, essere trainato da buoi.
Con questo tipo di aratro bisognava arare il terreno almeno 2 volte in direzioni ortogali poichè il terreno veniva solamente "rotto" con una sola aratura ma le zolle non venivano rovesciate; ciò porto ad una conseguente struttura dei campi solitamente quadrangolare.
In seguito all'epoca dei romani, l'aratro fu innovato e vennero introdotte nuove tecnologie (grazie all'utilizzo della metallurgia) quali:
  • Le ruote che facilitano l'andamento dell'aratro che riusciva ad arare anche i campi più "pesanti";
  • Il coltro (o coltello) che taglia facilmente, in direzione verticale, il terreno;
  • Il vomere che taglia orizzontalmente, a livello delle radici, il terreno;
  • In fine il versoio (o rovesciatoio) che ribalta le zolle di terra appena tagliate.
Questo tipo di aratro divenne lo strumento tipico, durante il Medioevo, atto a tagliare e rovesciare il terreno.

Dell'Orco Luca